Simone Talamo
10 motivi per cui le persone perdono l’orientamento nella natura selvaggia

Come ti sarà capitato di leggere o sentire, capita sempre più spesso che per svariati motivi, ci siano appassionati di outdoor che si disperdono nella natura selvaggia durante le loro escursioni.

Ma con tutta la tecnologia che abbiamo oggi, come i telefoni cellulari, i dispositivi GPS e i telefoni satellitari, come è possibile perdersi ancora?

La verità è che molti si improvvisano avventurieri ma pochi sono quelli realmente preparati.

La preparazione per diventare un vero Bushcrafter si ottiene inzialmente leggendo e studiando da Manuali come per esempio il Manuale del Bushcrafter o tutti gli altri che trovate in rete (se sapete l’inglese avete molta più scelta).

Successivamente ad una fase di studio, si può cominciare a mettere in pratica pian piano in modo autonomo e usando molta prudenza, la natura non perdona e sa essere crudele se lo vuole.

Se tu invece sei tra quelli che vogliono tagliare corto e prepararsi subito al meglio oppure hai già molta esperienza e intendi diventare un vero professionista della vita nella natura selvaggia, ti consiglio di frequentare dei Corsi di Sopravvivenza.

In merito a questo, se ci leggi dal Lazio, ti consiglio di dare uno sguardo al nostro corso, tra i più avanzati d’Italia.

Ma torniamo a noi…

Tutti possiamo immaginare scenari diversi che ci disorientano durante la nostra avventura. Il tempo potrebbe ostacolare la nostra visibilità, la vegetazione potrebbe limitare la nostra vista o il terreno potrebbe oscurare i punti di riferimento locali.

Quindi che tipo di inconvenienti lasciano le persone in difficoltà facendogli perdere l’orientamento?

Continua a leggere per scoprire le insidie ​​comuni di un escursione nella natura selvaggia e come evitarli.

 

1. Distanze di valutazione sbagliate

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Nonostante con uno zaino carico, per ogni miglio che si percorre sembra averne averne affrontati due, quando stai vagando per la natura selvaggia in un ambiente ideale (come una foresta autunnale fresca e asciutta), puoi viaggiare più lontano di quanto tu non abbia realizzato.

A meno che tu non sia esperto nel conteggio dei passi, la persona media dovrà fare un’ipotesi sulla distanza che ha percorso, quando strumenti in grado di segnararlo con chiarezza, sono assenti.

La soluzione a questo disagio selvaggio è imparare a giudicare distanze in vari terreni e con carichi diversi

In realtà contare i tuoi passi può essere fastidioso, ma contare il tempo è molto più facile. Calcola quante miglia puoi coprire in genere in un’ora durante i viaggi in salita, in piano e in discesa, con carichi diversi sulla schiena e su terreni diversi.

Una volta che hai una stima sulla quantità di terreno che normalmente percorri in una determinata situazione, puoi usare il tempo necessario per calcolare la distanza percorsa.

 

2. Distrazioni nei dintorni

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Vagare senza meta o perdere il pensiero mentre cammini attraverso la natura può essere molto terapeutico, ma può anche essere sconsigliabile.

È importante prestare attenzione all’ambiente circostante per molte ragioni. Quando lasciamo perdere i nostri poteri di osservazione, potremmo calpestare una vipera se ci troviamo in Italia o un serpente a sonagli, oppure incontrare un branco di cinghiali, portandoci per esempio a cambiare strada improvvisamente o a prendere una svolta sbagliata.

La soluzione a questo problema è di rimanere sintonizzati con i sensi quando viaggi in libertà, ascolta e usa il tuo olfatto per interagire con il paesaggio ma soprattuto usa la tua vista.

Quando le persone camminano a testa bassa, guardando solo i loro piedi e alcuni metri di sentiero, perdono la bellezza della natura e anche i pericoli.

Cammina in modo vigile e di tanto in tanto guardati anche alle spalle, per sicurezza e per familiarizzare con l’aspetto del sentiero o del paesaggio.

Certo, puoi visitare la natura selvaggia per staccare la spina e rilassarti, ma, tranne nel caso in cui tu sia andato in ubna zona che conosci come le tue tasche, hai bisogno di mantenere la tua mente attiva su e di prestare attenzione a ciò che ti circonda.

 

3. Lasciando da parte il tuo ego

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Un vecchio detto diceva: “Non mordere più di quanto puoi masticare”.

È una statistica, il gruppo più probabile di obiettivi di ricerca e soccorso saranno i giovani di età compresa tra i 20 e 25 anni (il secondo gruppo è composto da uomini tra i 50 e 60 anni).

Questi due gruppi spesso si lanciano in libertà quando sono mal equipaggiati e con poca esperienza ma al tempo stesso sono anche certi di avere un grande senso dell’orientamento.

Il nostro ego ci acceca spesso del pericolo che si crea per se stessi e per i nostri compagni.

Non fare lo spavaldo, madre natura sa essere crudele se vuole. Chiedi indicazioni e controlla spesso la tua mappa.

 

4. Tipi di terreno

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Alcuni tipi di terreno sono facili da navigare, possono avere punti di riferimento facili da individuare e utilizzare e il terreno può presentare valli e creste che possono darti un costante senso delle direzioni.

Altri tipi di terreno, tuttavia, possono sfidare anche i migliori navigatori tra di noi.

I paesaggi piatti e informi senza punti di riferimento possono mettere a dura prova il tuo senso dell’orientamento.

Peggio ancora, è facile farsi inghiottire da terreni pianeggianti che hanno una vegetazione più alta di te.

Per questi tipi di paesaggi, non uscire di casa senza una mappa e una bussola o addirittura un dispositivo GPS. Avrai bisogno di loro.

PS: i luoghi più comuni per le missioni di recupero sono montuosi. Uno su cinque casi si verifica tra 5.000 e 15.000 piedi in elevazione.

5. Facendo affidamento solo sui dispositivi digitali per la navigazione.

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Le persone si dirigono spesso nella natura selvaggia senza una mappa, fidandosi solo dei dispositivi digitali commettendo un grave errore.

La tencologia è una nostra alleata ma fare affidatamento solamente su di essa può rivelarsi molto pericoloso, non parlo di quel tipo di pericolo che ha molta probabilità di accadere certo, ma basterebbe quell’unica volta per farti vivere un esperienza terribile e che spero tu possa raccontare.

Penserai che sto esagerando ma non è così, continua a leggere…

Molte persone mi hanno raccontato di loro esperienze negative durante le loro escursioni e molti di loro sono rimasti bloccati, causa maltempo, prolungando anche di 12 ore la loro uscita.

In una situazione simile, i vostri dispositivi potrebbero scaricarsi o peggio ancora smettere di funzionare se non protetti bene.

Questo discorso vale per l’orientamento quanto per le attrezzature che decidiamo di portare con noi.

Ricordati di non dipendere da troppi oggetti o sarai perennemente schiavo di essi, il vero Bushcrafter sa sopravvivere con poco o niente.

Ad altri invece viene la brillante idea di stampare su carta con inchiosto normale la mappa del posto, senza pensare che l’umidità potrebbe “anzi sicuramente lo farà” trasformare quella mappa in un bellissimo quadro di arte moderna.

 

6. Seguire sentieri creati da animali

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Gli animali di grossa taglia e gli umani hanno più di un paio di cose in comune.

Entrambi sono creature abitudinarie ed entrambi lasciano sentieri attraverso la natura selvaggia ed è anche abbastanza facile scambiare un percorso da un altro, in determinate stagioni.

Alcuni animali selvaggi ad esempio usano percorsi umani per poi staccarsi e crearne uno apparentemente simile.

Questi falsi sentieri possono sembrare un sentieri escursionistici legittimi per una certa distanza, ma potrebbero scomparire o finire bruscamente.

Quindi, quando ti trovi su una pista che non porta da nessuna parte, fermati immediatamente, girati, ragiona lucidamente e cerca il tuo percorso aiutandoti individuando il battistrada del sentiero.

Successe una cosa simile a me, mentre mi trovavo nel parco nazionali Indonesiano di Baluran, chiamata anche la Savana Indonesiano.

In Asia la natura è rigogliosa e regna la Giungla, ma in quel parco sembrava di essere stati proiettati in Africa.

Tuttavia girando a piedi nel Parco, seguendo un percorso di qualche Km ammirando cervi, bufali e scimmie, il percorso si interruppe di colpo, completamente nascosto da alberi abbattuti.

Avevamo percorso già 2km circa e tornare indietro non era tra le opzioni.

Era mezzogiorno, faceva molto caldo, non era una zona che conoscevo ed entrare nel panico era un attimo.

Tuttavia ho proseguito facendo attenzione a non perdere il riferimento con il sentiero segnalato che mi ero lasciato alle spalle per poi ritrovare dopo qualche centinaio di metri la giusta via.

PS: il 40% delle operazioni nei parchi nazionali consiste nel trovare escursionisti persi.

 

7. Essere sorpresi nell’oscurità

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Anche con buone torce e fari (e un sacco di batterie extra), l’oscurità può lasciarti disorientato e incapace di navigare.

Favorendo la lunga durata della batteria, molti amanti dell’outdoor oggi usano luci a LED.

Sono ottimi per lavori da vicino e di lettura, e possono fornire luce per decine di ore, ma non sconfiggono il buio come altri tipi di luci.

Tuttavia anche con il raggio penetrante di una torcia tattica, può risultare difficile individuare le caratteristiche di una pista o trovare punti di riferimento.

La cosa migliore che puoi fare se non riesci ad individuare un percorso al buio è fermarti e rimandare alla mattina seguente.

Piuttosto che sprecare energia girovagando, costruisci un riparo e un fuoco.

Se hai detto a qualcuno responsabile dove stavi andando e quando dovresti tornare, possono chiamare le autorità quando sei in ritardo e potresti anche essere salvato la prima notte.

 

8. Cambiamenti Climatici

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Il tempo inclemente può colpire in qualsiasi momento.

Si chiama “previsione”, non “garanzia”. La previsione del tempo del giorno può essere stellare, ma poi ti inoltri nella natura, a chilometri di distanza dal tuo veicolo e il tempo prende una svolta inaspettata.

Nebbia, neve, pioggia e altri eventi meteorologici possono limitare la tua visibilità.

Peggio ancora, può cancellare le tracce e nascondere i tuoi punti di. riferimento.

Controlla le previsioni del tempo locali prima di uscire nella natura selvaggia e controlla sempre l’orario se sai che dovrà cambiare il meteo.

 

9. Prendendo una “scorciatoia”

hand holding up a plastic compass

“Anche se pensi di riuscire a navigare attraverso una scorciatoia, pensaci due volte prima di prenderla.”

Un detto dice: “le scorciatoie fanno lunghi ritardi” ed è proprio così, spesso cercare di prendere una scorciatoia ti costa del tempo, piuttosto che fartelo risparmiare.

Di solito c’è un motivo per cui i sentieri e le strade seguendo quel determinato disegno con curve e tornanti apparentemente insensati.

È probabile che queste piste evitino terreni difficili ad esempio ma quando le persone cercano di trovare una scorciatoia fuori dal sentiero sicuro, si imbattono in un’area in cui è facile perdersi.

Segui i sentieri designati e probabilmente arriverai più veloce, evitando di perderti.

 

10. Dividersi dal gruppo

hunter and two dogs on forest trail

È sconsigliabile vagare da soli tranne nel caso in cui tu sia un esperto.

Il numero fa la forza ma per una vasta gamma di motivi, le persone spesso tendono ad abbandonare il loro gruppo di escursionisti, di campeggio o di caccia e si perdono.

Soprattutto quando si viaggia, il gruppo ha più occhi e menti per tenere traccia delle piste e del terreno.

Quindi perché pensare di avventurarti lontano dal tuo gruppo?

 

Per poter vivere avventure estreme, in ambienti estremi, serve preparazione e addestramento fisico e mentale.

Per questo motivo abbiamo creato un percoso formativo che ti permetterà di apprendere sul tutto ciò di cui hai bisogno per sopravvivere nella natura selvaggia.

 

Dai uno sguardo e scopri il corso di Bushcrafter che si terrà nel Lazio: https://bushcrafter.it/corso-bushcraft-primo-livello/

 

Se ti è capitato di perderti o di vivere una disavventura, scrivila nei commenti in fondo.

 

Se vuoi approfondire la disciplina del Bushcraft ed avventurarti nella natura selvaggia puoi acquistare il Manuale Del BushCrater, la guida per iniziare la tua prima avventura nella natura.

Vuoi prima dare uno sguardo? Scarica l’estratto

 

Come al solito ti ricordo di entrare anche tu a far parte nella Crew dei Bushcrafter e di seguirci sulla Pagina Facebook ufficiale.

Un abbraccio e buona avventura,

Simone

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2 Commenti

  1. Alessandro

    Articolo fantastico! veramente interessante!

    Rispondi
    • Simone Talamo

      Grazie mille Alessandro!

      Rispondi

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