Come Accendere un Fuoco in natura: La Guida Completa
Simone Talamo
In questa guida imparerai le basi per accendere un fuoco mentre ti trovi nella natura selvaggia.

Il fuoco è estremamente indispensabile per infiniti motivi tra cui:

  1. Cuocere il cibo
  2. Riscaldarsi (soprattutto nei climi rigidi),
  3. Bollire l’acqua o i cibi per eliminarli dai batteri,
  4. Tenere lontani i predatori o i fastidiosi insetti,
  5. Riscaldare l’acqua per lavarsi,
  6. Fare segnalazione,
  7. Asciugare gli indumenti e molto altro ancora…

 

Ma andiamo con ordine… Leggi attentamente.

 

Quando si parte per un’avventura nella natura selvaggia è sempre utile partire portando con se un accendino o dei fiammiferi (meglio se antivento e antiumidità), oppure un acciarino o barra in magnesio.

L’ACCIARINO

L’acciarino, o accendifuoco è lo strumento che consigliamo di portare sempre con se nello zaino.

Funziona sempre e si esaurisce dopo molto tempo, è facile da utilizzare, basta sfregare il coltello o qualsiasi altro attrezzo in acciaio contro la barra per creare le scintille necessarie ad accendere un fuoco se abbiamo la giusta esca.

Un consiglio, per chi utilizzasse un coltello, di non strofinarlo con la lama in quanto l’alta temperatura che raggiungono le scintille potrebbero compromettere il filo della lama, altresì è consigliabile utilizzare il dorso che se non è smussato da ottimi risultati.

Un eccellente acciarino che abbiamo testato e di cui abbiamo scritto una recensione è quello della The Friendly Swede (trovi qui la recensione)

FIAMMIFERI

Per creare dei fiammiferi impermeabili immergerli nella paraffina liquida o nello smalto per le unghie.

In alternativa su Amazon li trovate già antivento e impermeabili con una comoda confezione che può tornare estremamente utile per il futuro (potete guardarli su Amazon qui).

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PIETRE FOCAIE

La pietra focaia più usata era la pirite propriamente detta, e cioè bisolfuro di ferro monometrico. Tale pietra è chiamata focaia perché se vivamente sfregata con l’acciarino produce sprazzi di scintille che possono incendiare un’esca o la polvere da sparo

È di colore e splendore simile a quello dell’oro, dura e non soggetta a decomporsi in scaglie come altri minerali dalle caratteristiche analoghe.

Fu successivamente sostituita dalla selce che, pur avendo i difetti di dover essere opportunamente sagomata (tanto che esistevano artigiani in questo specializzati) e di spezzarsi più facilmente, produceva le scintille in un tempo minore aumentando la velocità di sparo e la facilità di colpire bersagli in movimento (era più breve infatti il tempo intercorrente tra la trazione del grilletto e la partenza del colpo).

La pietra focaia rimase in uso fino a quasi tutta la prima metà del XIX secolo.

L’utilizzo di pietre focaie, quali calcedoniopirite, o agata, come strumenti per accendere il fuoco, risale agli antichi Romani e forse anche a prima di loro.

Per produrre le scintille, la pietra focaia andava percossa con un acciarino in metallo, che nel Medioevo era detto focile.

(Puoi trovarla su Amazon qui)

LA LENTE

Se il sole è molto caldo possiamo sfruttarlo a nostro vantaggio grazie ad una lente.

Si può utilizzare una lente di ingrandimento, una lente degli occhiali da vista, la lente di un quadrante dell’orologio, l’obiettivo di una macchina fotografica, il fondo di una bottiglia o qualsiasi altro oggetto di vetro che possa concentrare i raggi solari.

Accendere il fuoco con questo metodo non è facile, richiede pazienza e mano ferma.

Piccolo consiglio: utilizzate un esca più scura possibile (i colori scuri catturano maggiormente i raggi solari di quelli chiari).

Abbiamo trovato su Amazon una comodissima lente di sopravvivenza che trovate cliccando qui

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ESCA PER ACCENDERE IL FUOCO

L’esca è di primaria importanza per l’avviamento del fuoco e per fare presa deve essere asciutta, soffice e morbida e possibilmente secca.

Per l’esca si possono usare: muschi, licheni, schegge di corteccia, foglie secche, peluria di fiori tipo cardi, erba secca, graminacee, pannocchie selvatiche, sterco secco di erbivori, midollo di piante come sambuco.

E’ sempre consigliabile conservare l’esca in un luogo asciutto e tenerne una scorta pronta per accendere un fuoco, potete anche portare con voi un batuffolo di ovatta.

Se si possiede un po’ di alcool o benzina bagnare l’esca per iniziare più velocemente la combustione.

Resina di pigne e di tronchi di pino sono degli ottimi combustibili, così come l’olio resinoso della betulla.

Una volta accesso un fuoco si possono preparare delle esche per le future accensioni, bruciando parti di piante midollose o fibrose, legno secco e sterco. Si lasciano carbonizzare sul fuoco e poi si conservano in un luogo asciutto.

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ACCENDERE IL FUOCO CON L’ARCHETTO

Il principio dell’archetto si base sulla frizione, cioè sullo sfregamento tra due parti tra cui è presente attrito.

L’archetto è un metodo di accensione antichissimo e richiede pazienza, tempo e fatica.

Vendiamo come poter fare per accendere un fuoco:

  1. Prendere un ramo verde (flessibile ma resistente) lungo almeno 50 cm e legate alle due estremità una corda, un laccio o una cinghia non tanto tesa, in modo da creare un arco.
  2. Avvolgete la corda intorno ad un bastone di circa 30 cm con un diametro di 2cm (non resinoso) il più secco e duro possibile. Il bastone fungerà da trapano, create quindi una punta a una delle estremità.
  3. Per non ferirvi la mano e per fare pressione sul bastone coprite la punta superiore con un legno duro o una pietra convessa o una conchiglia o un guscio.
  4. Ora, preparare una tavoletta di legno secco spessa almeno 1 cm, che fungerà da base.
  5. Non utilizzate mai legno resinoso come il pino ma orientatevi a legna come il salice, il pioppo…
  6. Sul lato più largo della tavoletta scavate nella parte superiore un buco poco profondo (ad almeno 1 cm dal bordo), mentre nella parte inferiore corrispondente al buco fate una scanalatura a forma di V rovesciata, che servirà a raccogliere la polvere prodotta dallo sfregamento dell’archetto con la tavola.
  7. Proprio in questa polvere nerastra prodotta, si formerà la scintilla.
  8. Inserite il bastone nel foro della tavola e tenendola ferma con il piede fate ruotare il trapano muovendo avanti e in dietro l’archetto (come se stesse segando).
  9. Quando sentite odore di combustione aumentate la velocità.

Il trapano scorre meglio se lubrificato con un po’ di grasso. Se è troppo rigido occorre attorcigliare ancora un po’ di corda intorno a esso.

Mentre effettuate il movimento non fermatevi altrimenti la zona si raffredderebbe subito e dovreste ricominciare.

Quando nell’incisione a V si è accumulata abbastanza polvere nerastra, soffiate lentamente nella scanalatura e avvicinate l’esca. Quando si crea la fiamma aggiungete altra esca e poi la legna da ardere.

 

Informazioni Utili:

  • Tanti fuochi piccoli emanano più calore di uno solo grande. Un fuoco grande è anche più difficile da alimentare e da controllare.
  • Le pietre troppo morbide, bagnate, porose o che contengono umidità se messe sul fuoco possono esplodere causando ferite anche mortali.
  • Per accendere un fuoco scegliere un posto riparato dal vento per non disperdere il calore e per farlo durare di più, ad esempio a ridosso di una parete.
  • Si ricorda che le braci riscaldano di più della fiamma e sono ottime per arrostire, mentre la fiamma viva è più utile per bollire e cuocere.
  • LA LEGNA UMIDA produce fumo e può essere utilizzata per tenere lontani fastidiosi insetti.
  • LA LEGNA VERDE brucia lentamente.
  • LA LEGNA SECCA prende fuoco più facilmente e produce una fiamma nitida e forte.
  • IL LEGNO TENERO fa più luce del LEGNO DURO.

Simone Talamo

Esploratore e Avventuriero, amo viaggiare in posti remoti e stare a contatto con la natura sopra ogni cosa. Ho deciso di creare questo blog per diffondere la disciplina del Bushcraft in Italia.

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2 Commenti

  1. denis gussoni

    Simone grazie mille di questi estratti , mi torneranno utilissimi.
    Denis
    n.b. ma il manuale c’è solo in versione elettronica o anche in versione cartacea?

    Rispondi
    • Simone Talamo

      Di nulla Denis! Il Manuale al momento è disponibile solo in versione digitale o su Amazon Kindle (sempre digitale quindi). Per la versione cartacea ci sarà da aspettare la terza edizione.

      Rispondi

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