Come esplorare nuovi posti: guida completa all’uso del Gps

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Simone Talamo

Una volta gli esploratori avevano con se qualche cartina approssimativa su cui orientarsi, altre volte non avevano proprio niente e poteva capitare di scoprire casualmente l’America mentre si pensava di arrivare in India.

Oggi il pianeta terra è stato mappato e visitato nella sua totalità (escludendo gli abissi marini) e a differenza degli esploratori di un tempo, noi abbiamo a disposizione molte più strumentazioni in grado di aiutarci a scoprire nuovi posti remoti del Pianeta, tra questi strumenti, regna sovrano il Gps.

Il Gps o Global Position System è un dispositivo in grado di comunicare con vari satelliti che orbitano attorno alla terra, indicando con estrema precisione la tua posizione nel mondo attraverso le coordinate geografiche.

Perché è così importante e come si utilizza un Gps per i nostri viaggi o le nostre escursioni?

Il Gps ti consente di fare sostanzialmente due cose:

  1. Darti la possibilità di raggiungere un determinato punto che desideri esplorare
  2. Darti la possibilità di tornare indietro al punto di partenza

Vediamoli ora nel dettaglio.

Come esplorare nuovi posti usando il Gps e come tornare indietro

Con il Gps hai la possibilità di preparati da casa un viaggio, inserendo un punto di partenza “A” e un punto di arrivo “B.

Una volta che avrai il tracciato segnato sul tuo Gps non ti resterà altro da fare che dirigerti fisicamente verso il punto “A” che hai segnato come partenza e metterti in cammino seguendo il percorso segnato.

Eventualmente puoi ottenere lo stesso risultato inserendo direttamente il punto di arrivo dal Gps stesso, mentre ti trovi già sul posto prendendo ovviamente come punto di partenza, il punto in cui ti trovi in quel momento.

Ovviamente mentre camminiamo, il nostro Gps segnerà sulla mappa il percorso che stiamo facendo permettendoci così anche di tornare indietro seguendo la stessa strada dell’andata.

Tirare un linea dritta che non tiene conto di eventuali ostacoli del terreno o di edifici però, può crearci dei problemi, rischiando di dilatare di molto i tempi di percorrenza o addirittura rendere quasi impossibile l’impresa.

Immagina di camminare e di trovarti improvvisamente davanti ad un burrone, un fiume, un monte troppo ripido o qualsiasi altra cosa che possa impedirti di andare oltre… spiacevole vero?

Rischieresti di tornare a casa amareggiato e deluso dalla tua prima esperienza di utilizzo del Gps.

Come possiamo risolvere questo problema? Leggi attentamente quanto segue…

Come creare un percorso da seguire con il Gps che tenga conto di ostacoli naturali e civili

Il software più diffuso al mondo per la creazione di itinerari escursionistici si chiama Garmin BaseCamp della casa produttrice Garmin.

La Garmin è la casa leader di settore nel mondo della navigazione, nel mio caso specifico utilizzo un eTrex 20x, lo trovi anche su Amazon cliccando qui.

Garmin BaseCamp è un software gratuito che serve al supporto dei device GPS Garmin ed è utilissimo nella pianificazione, vista e salvataggio delle tracce dal GPS, invio delle mappe personalizzate e molto altro ancora.

Vista globale di Garmin BaseCamp

Con Garmin BaseCamp avete la possibilità di segnare un punto di partenza “A” e un punto di arrivo “B” e il software stesso si preoccuperà di segnarti il percorso migliore da seguire, per raggiungere la tua destinazione.

Il software ovviamente ci chiederà prima di tutto con che mezzo stiamo affrontando questo tipo di avventura, per poterci fornire il tracciato adatto a noi.

Se per esempio stiamo preparando un escursione a piedi, il tracciato sarà diverso da quello ad esempio se utilizzassimo una macchina o una moto ecc…

Garmin BaseCamp

Un volta che abbiamo selezionato il tipo di attività, Garmin BaseCamp si occuperà di darci il miglior tracciato che reputa fattibile in base ai dati in suo possesso prese dalle mappe che si hanno di partenza, da quelle che si possono acquistare dal sito ufficiale o da quelle che si possono scaricare gratuitamente e legalmente da alcuni portali come Openstreetmap.

Il tracciato può essere ovviamente modificato a proprio piacimento e possiamo inserire dei WayPoint ovvero dei Punti di Interesse.

Sai che in una determinata zona c’è una bella vista panoramica oppure una fonte d’acqua? Benissimo, inserisci il WayPoint nel tuo tracciato.

Ma, quanto possiamo fidarci del percorso che Garmin BaseCamp ci ha segnato? Bisogna verificarlo ulteriormente con un altro software prima di addentrarci fisicamente.

Il software in questione è Google Heart Pro.

Utilizzare Google Heart Pro con Garmin BaseCamp per verificare la fattibilità del tracciato

Google Heart Pro è il software che genera immagini virtuali della Terra utilizzando immagini satellitari ottenute dal telerilevamento terrestre, fotografie aeree e dati topografici e viene distribuito gratuitamente, lo trovi cliccando qui.

Il tracciato che creiamo con Garmin BaseCampo può essere salvato in vari formati ed esportato nel nostro Gps o in quello di altri e viceversa possiamo anche noi scaricare tracciati di altre persone, caricarli sul nostro Gps e seguirli.

Se salviamo il tracciato con estensione .kml però, diventa leggibile anche da Google Heart e possiamo andare a vedere il tracciato che abbiamo precedentemente creato su Garmin BaseCamp ma stavolta in versione “quasi” dal vivo su Google Heart Pro.

Abbiamo così la possibilità di verificare maggiormente il tipo di percorso che andremo ad affrontare e soprattutto avremo maggiore consapevolezza anche della pendenza.

Una volta che abbiamo verificato che il tracciato sia idoneo, non dobbiamo fare altro che preparare lo zaino e partire per l’esplorazione.

Utilizzare il cellulare come Gps

Un altra soluzione per andare alla scoperta di nuovi posti, senza dove acquistare un Gps è di installare una delle tante App a disposizione, direttamente sul proprio Smartphone.

Pro e Contro del Gps nel telefono

Pro:

  1. Tutti abbiamo già un telefono
  2. L’interfaccia dell’App è molto più amichevole e il telefono è più comodo da usare

Contro:

  1. Il Gps del telefono non ha la stessa precisione del vero Gps
  2. Non è progettato per un uso outdoor duro (fango, cadute, piogge ecc…)
  3. Non ha la stessa durata di batterie di un vero Gps

Conclusioni: se volete cominciare da un telefono va benissimo ma non fateci affidamento al 100% e ricordatevi di portare con voi almeno un Powerbank (possibilmente impermeabile come questo) nel caso in cui la batteria non dovesse bastare (molto probabile).

Io personalmente nelle mie uscite porto sia il cellulare con gps attivo, sia il gps vero e proprio ma se devo fidarmi al 100% di un solo strumento, lo farei solo di un vero Gps professionale come ad esempio il mio eTrex 20x.

Anche per questo articolo è tutto, spero ti sia stato di aiuto per aver un idea generale di come funziona un Gps.

Fammi sapere nei commenti se lo usi, come lo usi e raccontami le tue esperienze, mi fa piacere.

Sto lavorando per creare un Videocorso in merito perché è uno strumento estremamente utile (direi indispensabile) per orientarsi ed esplorare territori remoti.

Ovviamente è molto importante studiare bene la cartografia per orientarsi seguendo le carte, la tecnologia aiuta ma ha anche i suoi difetti. A tal proposito stiamo lavorando su un corso completo di Cartografia e Orientamento.

Spero di vederti in uno dei nostri Corsi Bushcrafter, inoltre se intendi imparare le principali tecniche di Bushcraft, dai uno sguardo al Manuale del Bushcrafter.

Un abbraccio,
Simone

Simone Talamo

Esploratore e Avventuriero, amo viaggiare in posti remoti e stare a contatto con la natura sopra ogni cosa. Ho deciso di creare Bushcrafter per aiutare le persone a scoprire i luoghi più remoti e affascinanti del pianeta.

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1 commento

  1. Avatar

    Sarebbe interessante capire come estrarre punti da mappe fisiche (le vecchie cartine) per tradurle in coordinate GPS.
    Come estrapolare latitudine e longitudine da una mappa, magari vecchia dove non necessariamente era riportata una scala.
    Ciao

    Rispondi

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