Zecche: pericoli, precauzioni e rimozione autonoma
Simone Talamo

Abbiamo parlato in questo articolo di come difendersi dai principali animali selvatici che potremmo incontrare durante le nostre escursioni, ma non abbiamo ancora parlato del vero nemico n°1 di chi pratica Bushcraft: la Zecca.

In questo articolo scoprirai rapidamente cosa sono le zecche, dove è più facile trovarle, quali parti del corpo umano prediligono, quali malattie possono trasmettere ma soprattutto come rimuoverle se le troviamo attaccate sul nostro corpo.

Sei pronto? Cominciamo!

Cosa sono le zecche

Si tratta di acari parassiti esterni di diverse specie (dai cani ai cervi, agli scoiattoli fino all’uomo) delle dimensioni di qualche millimetro.

Il loro ciclo vitale si articola in tre fasi successive, larva-ninfa-adulto, che si possono svolgere tutte su uno stesso ospite oppure su ospiti diversi.

In Italia sono presenti due famiglie di questo animale: zecche dure con un caratteristico scudo dorsale chitinoso; zecche molli, sprovviste di scudo dorsale.

In questa rappresentazione grafica riesci a capire meglio la differenza:

Differenza tra Zecche Dure e Zecche Molli

L’attività delle zecche è strettamente legata ai valori di temperatura e umidità e, sebbene ci siano alcune eccezioni, in generale la loro attività si concentra nei mesi caldi.

Infatti, durante la stagione invernale tendono a proteggersi dal freddo rifugiandosi negli anfratti dei muri, sotto la vegetazione, le pietre o interrandosi in profondità.

Con l’aumento delle temperature riemergono e rimangono attive sino all’autunno successivo (tuttavia i cambiamenti climatici caratterizzati da aumento della temperatura possono prolungarne il periodo di attività).

L’habitat preferito è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, con microclima preferibilmente fresco e umido, tuttavia le zecche possono trovarsi anche in zone a clima caldo e asciutto o dove la vegetazione è più rada.

La loro presenza dipende, infatti, essenzialmente dalla presenza sul territorio di ospiti da parassitare, per questo luoghi come stalle, cucce di animali e pascoli sono tra i loro habitat preferiti.

Le zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo.

Grazie all’anidride carbonica emessa e al calore dell’organismo, questi acari avvertono la presenza di un eventuale ospite e vi si insediano conficcando il loro rostro (apparato boccale) nella cute e cominciando a succhiarne il sangue.

Il morso è generalmente indolore perché emettono una sostanza contenente principi anestetici.

Generalmente rimangono attaccate all’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente.

Malattie trasmesse dalle zecche

Con l’inizio della bella stagione le zecche abbandonano lo stato di letargo invernale e si avviano alla ricerca di un ospite da parassitare.

Nei mesi primaverili ed estivi, che vanno da aprile a ottobre, è quindi più frequente cadere vittima del cosiddetto “morso da zecca”.

Il morso della zecca non è di per sé pericoloso per l’uomo, i rischi sanitari dipendono invece dalla possibilità di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori.

Le patologie infettive veicolate da zecche che presentano rilevanza epidemiologica nel nostro Paese sono principalmente:

La maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico, ma una pronta terapia antibiotica, nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva in particolar modo per le forme a eziologia batterica.

Solo raramente (fino al 5% dei casi) e in soggetti anziani o bambini queste infezioni possono essere pericolose per la vita.

Come prevenire l’attacco di una Zecca

Esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o perlomeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia.

In generale, è consigliato:

  • indossare abiti chiari (rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello
  • Se possibile, evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri e non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta
  • Utilizzare prodotti acaro repellenti da posizionare/spruzzare sulle scarpe o caviglie mentre si cammina
  • al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi
  • trattare gli animali domestici (cani) con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione
  • spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni.

Inoltre, in commercio esistono repellenti per insetti (DEET, N-dietiltoluamide, icaridina, permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti.

Se individuate sulla pelle, le zecche vanno prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della permanenza del parassita sull’ospite.

Infatti, solo dopo un certo periodo (alcune ore) in cui è saldamente ancorata per alimentarsi, la zecca rigurgita parte del pasto, inoculando nel sangue dell’ospite eventuali patogeni.

Bisogna comunque tenere presente che solo una percentuale di individui è portatore di infezione.

Come rimuovere una Zecca in modo autonomo

Sollevare la zecca verso l’alto

Cosa non fare:

  • Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

Cosa fare:

  • la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente verso l’alto. Un altro strumento utilissimo per rimuovere efficacemente una zecca è un “mini piede di porco” acquistabile su Amazon cliccando qui.
  • durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni
  • disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato. Dopo l’estrazione della zecca sono indicate la disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio)
  • evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate
  • spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile
  • distruggere la zecca, possibilmente bruciandola
  • dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica
  • annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione
  • rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

E tu? Sei mai stato punto da una zecca? Raccontami la tua esperienza commentandola qui in fondo a questo articolo.

Prima di salutarti voglio invitarti a partecipare alla nostra avventura di 3 giorni, non voglio anticiparti nulla, trovi tutto qui: https://bushcrafter.it/prodotto/corso-avanzato-1-liv-bushcrafter/

Inoltre se intendi imparare le principali tecniche di Bushcraft, puoi acquistare il Manuale del Bushcrafter.

Un abbraccio,
Simone

Bibliografia:
https://www.epicentro.iss.it/

Simone Talamo

Esploratore e Avventuriero, amo viaggiare in posti remoti e stare a contatto con la natura sopra ogni cosa. Ho deciso di creare questo blog per diffondere la disciplina del Bushcraft in Italia.

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